Milan imbattuto da 22 partite: cosa sta accadendo ai rossoneri come ai tempi di Capello
Il Milan vive un momento straordinario caratterizzato da una serie positiva di 22 partite consecutive senza sconfitte in Serie A. Questo risultato rappresenta un traguardo significativo, poiché non si verificava dalla stagione 1992-93 sotto la guida di Fabio Capello. La squadra di Allegri ha saputo costruire solidità difensiva e stabilità nei risultati, creando le fondamenta per competere ai massimi livelli del campionato italiano.
I numeri attuali testimoniano il salto qualitativo rispetto all’annata precedente: il Milan ha accumulato 15 punti in più nello stesso periodo della scorsa stagione. Con 14 vittorie e 8 pareggi, la formazione rossonera dimostra coerenza nei risultati e capacità di gestire sia gli scontri diretti che le partite contro avversari di minore caratura. La difesa, pilastro della ricostruzione, ha subito soli 17 gol in 23 partite, registrando una media di 0,7 reti ogni 90 minuti.
Un aspetto particolarmente impressionante riguarda le prestazioni in trasferta: il Milan resta imbattuto in tutte le 12 gare esterne della stagione, un primato non conseguito dal 2004-05 quando la Serie A è tornata a 20 squadre. Con sette vittorie e cinque pareggi fuori casa, i rossoneri condividono il primato europeo di squadre ancora imbattute in trasferta con il Bayern Monaco nei cinque grandi campionati.
L’offensiva presenta caratteristiche distribuite anziché affidate a un singolo bomber: Pulisic guida la classifica marcatori con 8 gol, mentre Leao contribuisce con 7 reti. Questo equilibrio negli attaccanti consente maggiore variabilità tattica e riduce la dipendenza da un unico protagonista. La squadra di oggi si differenzia da quella di Capello, ancora in fase di ricostruzione, pur mantenendo ambizioni concrete nel prosieguo della stagione.
Nei numeri storici complessivi, il Milan tocca quota 50 punti alla ventitreesima giornata per la terza volta nell’era dei tre punti a vittoria, precedenti conseguimenti risalgono al 2003-04 e al 1995-96. La distanza dalla zona Champions ammonta a sette lunghezze, margine identico a quello che oggi separa il quinto posto. Per consolidare la posizione, la squadra dovrà migliorare l’andamento contro gli avversari di profilo inferiore e valorizzare ulteriormente il potenziale dei propri talenti offensivi nel prosieguo del campionato.





