Sommer e Luis Henrique, i veri problemi dell’Inter che nessuno vuole ammettere apertamente
La sfida contro l’Arsenal ha evidenziato come l’Inter amplifica i propri difetti quando affronta le squadre più forti. I nerazzurri mostrano una tendenza autolesionista nel complicarsi la vita contro i grandi club sia italiani che europei. Nonostante momenti di coraggio e determinazione, mancano elementi cruciali per competere ai massimi livelli internazionali, in particolare sulla fascia destra e tra i pali.
Luis Henrique sulla destra rappresenta un’assenza significativa in campo. Il brasiliano non riesce a decollare quando serve, facendosi notare più per timidezza e impaccio che per qualità tecniche. Nella partita contro l’Arsenal è rimasto colpevole di non salire sul fuorigioco in occasione del primo gol avversario. La squadra dipende eccessivamente da Dimarco sulla sinistra, creando uno squilibrio pericoloso nel gioco offensivo.
Il vuoto sulla corsia destra si allarga ulteriormente in assenza di Dumfries, ancora infortunato. L’olandese avrà bisogno di almeno quaranta giorni per il pieno recupero, proprio durante il periodo cruciale tra Italia e Europa. I dirigenti considerano la soluzione di questa fragilità tattica una priorità assoluta per le prossime sessioni di mercato.
Sommer mostra il peso degli anni nonostante la professionalità impeccabile. A 37 anni, i riflessi del portiere svizzero calano progressivamente. Il guardiano che aveva fermato Lamine Yamal ieri era statico di fronte ai tiri avversari e fragile sugli angoli. La società pianifica già il suo addio estivo, cercando alternative giovani come Vicario o profili esperti per la porta del futuro.
L’Arsenal ha confermato che all’Inter mancano i dettagli per stare al livello delle élite europee. Gli errori sulla destra e le difficoltà difensive centrali rimangono problematiche irrisolte che condizionano le prestazioni contro gli avversari più quotati.





