Lotito attacca ancora: gli arbitri gli costano caro e Raspadori non è esattamente quello che serve alla Roma
Nel corso delle celebrazioni per i 126 anni della Lazio, tenutesi presso il Parco dei Daini a Villa Borghese, il presidente Claudio Lotito ha rilasciato dichiarazioni su molteplici aspetti della società. La location scelta non è casuale: rappresenta il luogo dove la squadra biancoceleste disputava le sue partite agli inizi del novecento. Una targa commemorativa è stata scoperta dal sindaco di Roma per ricordare questo significativo legame storico con le origini del club.
Riguardo alle controversie arbitrali, Lotito ha sottolineato come il sistema arbitrale necessita di una risoluzione complessiva. Ha evidenziato che la Lazio ha inviato una lettera alla Lega per aprire un tavolo tecnico, senza però ricevere risposte. Secondo il presidente, la squadra avrebbe perso tra otto e nove punti a causa di decisioni arbitrali controverse. Ha ribadito che questa questione riguarda anche l’aspetto economico, poiché la società è quotata in Borsa e i danni derivanti da tali situazioni hanno un impatto significativo.
Sul fronte del mercato, Lotito ha chiarito che Castellanos e Guendouzi hanno richiesto personalmente la cessione. Li ha sostituiti con giovani talenti di qualità come Ratkov e Taylor. Riguardo a Raspadori, destinato alla Roma, il presidente ha minimizzato l’interesse della Lazio, affermando che il giocatore non rappresenta un profilo decisivo e riveste un ruolo marginale nel suo attuale club.
Concernente lo stadio Flaminio, Lotito ha confermato che il progetto per l’assegnazione alla Lazio sta entrando nella fase decisiva. Ha spiegato che i precedenti ritardi erano dovuti alla necessità di risolvere criticità tecniche e amministrative. La riqualificazione preserverà l’importanza storica e architettonica dello stadio. Secondo il presidente, è realistico prevedere l’inizio dei lavori di ristrutturazione entro tre anni.





